“””””””””Economia
12/09/2013
Caos Ilva, l’annuncio del gruppo Riva
“1500
esuberi dopo i sequestri del Gip”
LAPRESSE
Il commissario dell’Ilva Enrico
Bondi
Sospese tutte le attività in tutti
gli stabilimenti italiani del gruppo
Ira dei sindacati:
«Inaccettabile,
ennesima beffa per i lavoratori»
taranto
Il gruppo Riva ha annunciato che da domani metterà in libertà
circa 1.500 addetti che operano nelle 13 società riconducibili alla
famiglia e oggetto del sequestro di beni e conti correnti per 916
milioni di euro operato dalla Guardia di finanza nell’ambito
dell’inchiesta tarantina per disastro ambientale. Lo rende noto la
Uilm nazionale.
La messa in libertà riguarderebbe vari siti produttivi che il
gruppo Riva possiede in tutta Italia. Nel capoluogo ionico l’unica
società interessata sarebbe “Taranto Energia”, che conta 114
dipendenti. L’azienda ha già convocato per domani i sindacati di
categoria, pare prospettando problemi per il pagamento degli
stipendi.
Riva Acciaio conferma in una nota la cessazione da oggi di tutte
le attività dell’azienda, esterne al perimetro gestionale
dell’Ilva, e relative a sette stabilimenti in cui sono impiegati
circa 1.400 persone. La decisione viene motivata con il sequestro
preventivo penale del Gip di Taranto. Riva Acciaio spiega nel
dettaglio che da oggi cesseranno tutte le attività dell’azienda,
tra cui quelle produttive degli stabilimenti di Verona, Caronno
Pertusella (Varese), Lesegno (Cuneo), Malegno, Sellero, Cerveno
(Brescia) e Annone Brianza (Lecco) e di servizi e trasporti (Riva
Energia e Muzzana Trasporti). «Tali attività non rientrano nel
perimetro gestionale dell’Ilva - afferma l’azienda - e non hanno
quindi alcun legame con le vicende giudiziarie che hanno interessato
lo stabilimento Ilva di Taranto».
«La decisione - afferma la società -, comunicata al custode dei
beni cautelari, Mario Tagarelli, e illustrata alle rappresentanze
sindacali dei diversi stabilimenti coinvolti, si è resa purtroppo
necessaria poiché il provvedimento di sequestro preventivo penale
del Gip di Taranto, datato 22 maggio e 17 luglio 2013 e comunicato il
9 settembre, in base al quale vengono sottratti a Riva Acciaio i
cespiti aziendali, tra cui gli stabilimenti produttivi, e vengono
sequestrati i saldi attivi di conto corrente e si attua di
conseguenza il blocco delle attività bancarie, impedendo il normale
ciclo di pagamenti aziendali, fa sì che non esistano più le
condizioni operative ed economiche per la prosecuzione della normale
attività».
«Riva Acciaio impugnerà naturalmente nelle sedi competenti il
provvedimento di sequestro, già attuato nei confronti della
controllante Riva Forni Elettrici e inopinatamente esteso al
patrimonio dell’azienda - conclude l’azienda -, in lesione della
sua autonomia giuridica, ma nel frattempo deve procedere alla
sospensione delle attività e alla messa in sicurezza degli impianti
cui seguirà, nei tempi e nei modi previsti dalla legge, la
sospensione delle prestazioni lavorative del personale (circa 1.400
unità), a esclusione degli addetti alla messa in sicurezza,
conservazione e guardiani degli stabilimenti e dei beni aziendali».
Durissima la replica dei sindacati dopo l’annuncio dell’azienda:
«Siamo di fronte a un ennesimo epilogo inaccettabile - tuona la
Fim-Cisl - Diffidiamo l’azienda ad avviare la messa libertà dei
lavoratori e la invitiamo a ricorrere immediatamente all’utilizzo
degli ammortizzatori sociali. Invitiamo altresì la procura in tempi
rapidi, a scorporare dal provvedimento di confisca tutto ciò che
impedisce la normale prosecuzione dell’attività produttiva e
lavorativa. Non accetteremo questa ennesima beffa ai danni dei
lavoratori che non hanno nessuna responsabilità». “””””””””
COMMENTO ALM-AGL:
Come era prevedibile , questa vicenda
dell'ILVA si sta trasformando in una farsa per il popolo italiano e
in una tragedia per i lavoratori dell'ILVA e dell'indotto.
Non è accettabile che Stato e Governo
lascino soli Magistratura e Guardia di Finanza e non si schierino con
decisione in questa guerra tra la famiglia Riva (ma non erano stati
messi tutti in galera?) e quella parte delle istituzioni che sta
facendo il proprio dovere.
Che sta facendo il super commissario? E
i suoi collaboratori? Come mai tutta questa “timidezza” da parte
loro nel mettere mano alla situazione? Perchè ancora i dirigenti
dell'ILVA hanno così tanta mano libera?Perchè Letta, Alfano,
Zanonato, Giovannini, Vendola sono così evanescenti? A suo tempo
denunciammo i finanziamenti dei Riva ai vertici dei massimi
schieramenti politici. Ne chiedemmo la restituzione, mai avvenuta.
Dobbiamo pensare male? Erano solo la punta di un iceberg? Forse i
Riva sono così tutelati dalla politica perchè si teme che rivelino
cose sconvenienti?
Se lo strumento commissariale si sta
rivelando inconsistente, si abbia il coraggio si andare oltre.
SUBITO! Si espropri l'ILVA, venga incamerata dallo Stato, metta a
capo di essa dei veri imprenditori e non dei pirati, si chieda la
collaborazione internazionale (il recente G20 non aveva decretato la
fine dei paradisi fiscali?) per recuperare anche all'estero i beni
dei Riva e metterli al servizio della collettività. E, per favore,
i sindacati “rappresentativi”, che si sono rivelati marionette,
in questa vicenda, la finiscano di interporsi tra l'ira dei
lavoratori e la famiglia Riva. Perchè tante attenzione a quei
“Signori” da parte loro? Anche in questo caso dobbiamo pensare
male?
In altri momenti abbiamo espresso il
nostro parere sul futuro dell'industria siderurgica italiana e su
quelle che avrebbero già dovuto essere vere scelte strategiche,
altro che il campare alla giornata in questo tragicomico ping pong.
Ma qui , in questo specifico caso, è
diverso. Va assicurata la sopravvivenza di questi lavoratori, va
risanato l'ambiente, va recuperata la potenzialità produttiva, va
respinto il ricatto criminale. E poi ne sta andando di mezzo la
dignità nazionale, messa in discussione da un manipolo di
imbroglioni. Spesso si parla a vanvera di ruolo regolatore dello
Stato nell'economia. Se questo Governo e questa Maggioranza ritengono
di essere così utili al Paese ce lo dimostrino in questa occasione,
espropriando l'ILVA e i Riva, affidando questa azienda ad altri
imprenditori che abbiano a cuore l'interesse nazionale (per carità,
lasciamo perdere le nazionalizzazioni, non per pregiudizio ma per
evitare che rientrino dalla finestra personaggi impresentabili legati
a doppia fila con certa politica).IMMEDIATAMENTE!
ALM Alleanza Lavoratori
Metalmeccanici aderente all'AGL